Il Ponte delle catene

Ponte delle catene

Budapest è una città affascinante ed ha una storia legata alle due parti in cui è divisa la città: la tranquilla Buda e la vivace Pest, separate dal fiume Danubio, unite da dei magnifici ponti che fanno parte della storia della capitale ungherese.

Uno di questi è il Ponte delle Catene, il ponte più vecchio e più famoso di Budapest, che con i suoi 380 metri di lunghezza collega Buda a Pest. Il ponte fu completato nel 1849 e da quel momento è diventato uno dei simboli della capitale ungherese.

Il ponte prende il nome dalle catene di ferro che hanno la funzione di sorreggere il fondo stradale e che sono sostenute da due moli fluviali alti ben 48 metri. Su entrambi i lati del ponte, posizionati su dei pilastri in pietra, si trovano due leoni, scolpiti dallo scultore János Marschalkó.

Il ponte è largo circa 14,8 metri ed è diviso in due carreggiate, ai lati delle quali ci sono delle passerelle pedonali che consentono ai visitatori di ammirare la sua architettura da vicino, oltre che di godere di una vista mozzafiato sulla città.

Al momento della sua costruzione, il Ponte delle Catene era considerato una delle meraviglie ingegneristiche del mondo moderno. Secondo István Széchenyi, uno dei finanziatori del progetto, il ponte acquisì subito una grande importanza nella vita economica, sociale e culturale del Paese, proprio come il Ponte di Brooklyn a New York.

Il Ponte delle Catene è un vero gioiello ed è bellissimo da vedere anche di notte, quando è tutto illuminato. Per enfatizzare le “forme” del ponte, l’illuminazione del ponte è stata divisa in due parti: ci sono infatti dei riflettori che illuminano i pilastri in muratura del ponte, mentre il piano stradale e le catene sono illuminati con una serie di lampadine che disegnano ed enfatizzano la forma del ponte.

Storia

La costruzione del Ponte delle Catene fu proposta nel XVIII secolo dal conte István Széchenyi, una delle figure di spicco dell’Ungheria di quel periodo. Il nome ufficiale della struttura è infatti “Ponte delle catene di Széchenyi”, proprio in suo onore.

Prima della costruzione del ponte, il fiume Danubio poteva essere attraversato solo in barca o a piedi quando il corso d’acqua si gelava durante l’inverno.

Per risolvere questa situazione, i lavori per la sua costruzione presero il via nel 1839 su progetto dell’ingegnere inglese William Tierney Clark.

Gran parte del finanziamento per la realizzazione di questa importantissima opera, arrivò dal barone György Sina, un finanziere viennese.

Il ponte fu completato nel 1849 sotto la supervisione dell’architetto Adam Clark. Al momento della sua costruzione, il Ponte delle Catene era il ponte sospeso con la seconda campata più grande del mondo.

All’inizio del XX secolo, il traffico sul ponte iniziò ad aumentare molto rapidamente, quindi si rese necessario una sua fortificazione. I lavori furono avviati nel 1913, per terminare circa due anni dopo. Il Ponte delle Catene fu riaperto al traffico il 27 novembre 1915 e ribattezzato il ponte delle catene Széchenyi.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, le truppe tedesche in ritirata fecero saltare in aria tutti i ponti di Budapest, tra cui anche il Ponte delle Catene (precisamente il 18 gennaio 1945).

Il ponte fu distrutto quasi completamente, solo i suoi pilastri rimasero intatti. La ricostruzione iniziò nel 1947 e gli abitanti di Budapest rientrarono in possesso di uno dei simboli più importanti della città il 20 novembre 1949, esattamente cento anni dopo la sua prima inaugurazione.

Nel corso degli anni il ponte è stato anche un simbolo di indipendenza, ed in molti casi è stato il luogo di importanti manifestazioni, in particolar modo durante il turbolento periodo della caduta della cortina di ferro nel 1989.

Dove si trova e come arrivare

Il Ponte delle Catene unisce le due parti della città, Buda e Pest, attraversando il fiume Danubio. Dalla parte di Buda all’estremità del ponte si trova una piazza che è stata intitolata ad Adam Clark, l’architetto che ha supervisionato il progetto, ed è vicino alla famosa pietra del chilometro zero e all’estremità inferiore della funicolare Castle Hill, che conduce al castello di Buda.

Dalla parte di Pest invece il ponte termina la sua corsa in piazza Szechenyi.

Sul lato di Buda il ponte può essere raggiunta con gli autobus che fermano in piazza Adam Clark. La stazione della metropolitana più vicina è quella di Batthyány, della linea rossa M2, che si trova a circa 5 chilometri di distanza.

Sul lato di Pest la stazione della metropolitana più vicina è quella di Vörösmarty, sulla linea gialla M1. Nelle vicinanze del ponte si trovano anche la linea 2 del tram e diverse linee degli autobus in piazza Szechenyi.

Curiosità

⭐️ Il Ponte delle Catene è apparso in vari film e video nel corso degli anni. Appare ad esempio nella prima parte del video musicale della canzone Firework, di Katy Perry.

⭐️ Nel 2018 è stato Will Smith a far parlare del Ponte delle Catene. In quell’occasione il celebre attore e rapper statunitense è salito sul tetto di uno dei due moli fluviali del ponte esibendosi nella in una danza per la KiKi Challenge.

⭐️ Sempre Will Smith è stato protagonista sul Ponte delle Catene di Budapest anche per le riprese di Gemini Man, il nuovo film di Ang Lee che è stato presentato al pubblico proprio nella capitale ungherese.

⭐️ Per la “prima” del film a Budapest c’era anche Fabio Rovazzi, che è stato protagonista proprio assieme a Will Smith di una divertente gag andata online ad inizio ottobre sul canale Youtube dell’artista italiano.
Puoi guardarla qui.

⭐️ Nel 2001 il ponte è stato sfruttato per una grandissima impresa acrobatica aerea, che vide protagonista l’ungherese Péter Besenyei.
Il pilota acrobatico infatti riuscì a passare sotto il ponte con un volo rovescio (a testa in giù), compiendo una manovra che in seguito è diventata uno standard nelle esibizioni aeree acrobatiche della Red Bull.

⭐️ Sul lato Pest del ponte c’è una targa che commemora gli unici due ponti progettati da William Tierney Clark sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale: il Ponte delle Catene e il Ponte sul Tamigi a Marlow.

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